Ordini dall'alto
Sala del trono
<<Che cosa vuoi, Peters?>>
<<Temo che ci sia stato un
problema nel Ministero della Non-Congruenza. Il prigioniero Darius
Greensmith è riuscito a scappare.>>
<<Greensmith? Non è quello che
sei anni fa provò a ficcare il naso nell'affare del settore numero 5
?>>
<<Sì, signore, corrisponde.>>
Il reggente aveva un'aria stanca.
Quattrocento anni di governo pesavano sulle sue spalle di platino,
frutto dell'ultima ricerca sulle protesi umane ad Atlantide. Il
reggente era da sempre simbolo di grande prosperità e ricchezza, ed
era per questo che si faceva letteralmente “di tutto” per
preservarlo nella sua integrità (almeno quella fisica). Al momento
appariva come un'elegante accozzaglia di lamine di ottone, oro e
platino, che ricoprivano parzialmente il lavoro di fine orologeria al
di sotto. Sprofondò nella poltrona di cuoio rosso, adeguatamente
imbottita, continuando a fissare Peters con un certo disgusto misto a
noia.
<<Peters, che stai facendo ancora
lì?>>
<<Signore?>>
<<Hai perso un prigioniero, santo
cielo, e uno dei più importanti per giunta, che ti aspetti che ti
ordini?>>
<<Signore, vado subito a
sistemare tutto. Verrà riacchiappato al più presto>>
Il Reggente tacque. Il suo volto
sembrava implorare pietà al cospetto degli anni. Girò la poltrona
verso la grande vetrata che dava sulla città. Guglie, pinnacoli,
comignoli fumanti, ciminiere, un glorioso tramonto offuscato dal
vapore e dal fumo delle fabbriche. Atlantide era cresciuta molto
durante il suo governo. Ricordava ancora quando, al suo insediamento,
riusciva a vedere dalla sua finestra i confini della città. Ora quei
confini erano ben al di là delle sua capacità visive, sebbene
avesse protesi telescopiche impiantate in entrambe le orbite.
Si avvicinò ad uno scaffale ripieno di strambi soprammobili, e con un sospiro ne afferrò uno. Era un piccolo e sottile parallelepipedo nero. Una volta quel suo pulsante centrale doveva aver avuto una funzione, ma ora era semplicemente un inerte blocchetto di ferraglia inutile. Sulle mensole dello scaffale c'erano oggetti simili, tutti classificati secondo la loro funzione primaria. Erano stati reperiti tutti durante il suo governo, dalla colonia-esperimento.
Sulla colonia la tecnologia, negli
ultimi 100 anni, aveva fatto un balzo gigantesco rispetto a quella di
Atlantide, diversificando i suoi interessi e prendendo una strada
diversa, microscopica, così poco elegante e raffinata che al
Reggente veniva il voltastomaco solo a pensarci. Ad Atlantide,
grazie ai sofocrati, il vapore, l'ottone, e i sacri principi
rimanevano inviolati. Non si sarebbero mai visti scempi del genere
lì. Nostalgico il reggente si sedette ad un piccolo tavolino con un
elaborato grammofono sopra. Aveva un numero inspiegabile di trombe, e
funzionava a molla, come i migliori della categoria. Prese un vecchio
e polveroso disco nero dalla mensola, e dopo averlo ripulito lo pose
sul piatto.
<< bzzz …. Mr Watson, come
here, I want to see you bzzz...Mr Watson, come here, I want to see
you bzzz …. Mr Watson, come here, I want to see you>>
Era una registrazione un po'
vecchiotta, di più di un secolo prima, ma serviva al reggente a
ricordare quando gli abitanti della colonia si erano discostati dalla
verità, ed avevano infranto i sacri principi per sviluppare
marchingegni privi di armonia, del tutto inappropriati e blasfemi.
Il Reggente prese una penna stilografica e chiudendo gli artigli di ottone attorno ad essa si mise a scrivere su un pezzo di carta.
Ordini per i Ministeri.
Una volta spedito quel messaggio il Ministero delle Cose Materiali, e in particolare la Gilda dei Meccanici, si sarebbero impegnati a distruggere ogni prova dell'esistenza della matricola promossa a capo meccanico conosciuta come Darius Greensmith detto “Demo”. Il Ministero della Non-Congruenza si sarebbe adoperato per aumentare il numero di pattuglie nelle strade, e soldati dotati di apparecchi detti “Otto-orecchie”, per origliare i discorsi in un raggio di qualche decina di metri , oltre a pubblicare volantini per la cattura di Darius (senza ovviamente nessun nome o cognome), basandosi sul suo volto attuale, promettendo una lauta ricompensa. Il Ministero della Sapienza avrebbe iniziato ad elaborare una strategia per usare Darius, una volta catturato, per strappargli ogni più microscopica informazione a proposito della Ruggine, e possibilmente, per usare egli stesso contro l'organizzazione.
Una volta spedito quel messaggio il Ministero delle Cose Materiali, e in particolare la Gilda dei Meccanici, si sarebbero impegnati a distruggere ogni prova dell'esistenza della matricola promossa a capo meccanico conosciuta come Darius Greensmith detto “Demo”. Il Ministero della Non-Congruenza si sarebbe adoperato per aumentare il numero di pattuglie nelle strade, e soldati dotati di apparecchi detti “Otto-orecchie”, per origliare i discorsi in un raggio di qualche decina di metri , oltre a pubblicare volantini per la cattura di Darius (senza ovviamente nessun nome o cognome), basandosi sul suo volto attuale, promettendo una lauta ricompensa. Il Ministero della Sapienza avrebbe iniziato ad elaborare una strategia per usare Darius, una volta catturato, per strappargli ogni più microscopica informazione a proposito della Ruggine, e possibilmente, per usare egli stesso contro l'organizzazione.
Il Reggente finì di scrivere, fece
asciugare il foglio, lo arrotolò, lo inserì in una capsula, e
infine lo spedì attraverso la posta pneumatica alla sua segreteria.
Meditabondo si lasciò ricadere sulla
poltrona, e si mise a pensare al futuro. Che cosa avrebbero fatto
quelli della Ruggine con il meccanico? Che cosa sapeva?
Il ragazzo era un semplice operaio, non
poteva avere così tanto acume da arrivare ad una conclusione così
vicina alla Verità. Con l'aiuto della Ruggine però aveva la
possibilità di andarci molto vicino, e questo andava evitato a tutti
i costi.
Il ragazzo non sarebbe mai arrivato a
scoprire la verità, mai. Ne andava del suo futuro, di quello di
Atlantide, e probabilmente dell'intera umanità. Il ragazzo andava
fermato in ogni modo possibile. La Verità doveva essere preservata.
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