giovedì 11 aprile 2013

Presentazione?

Presentazione, eh? Beh, da una presentazione ci si aspetta una serie di dati: nome, cognome, età, sesso, genere, questo tipo di cose insomma...
No, non ve le darò.
E allora voi penserete: "Ah, che stronzo, si crede un gran ribelle, o qualcosa del genere, un vero simpaticone insomma".
E io vi risponderò: "In realtà non sono nulla di tutto ciò, è solo che non voglio."
Sono fatto così, odio i ficcanaso. A questo punto penserete che io sia un burbero e uno scontroso, e in effetti non siete lontanissimi dalla verità.
"Ma che palle questo tizio che parla sempre con così tanta considerazione di se stesso, sembra che sia una sorta di borioso e tronfio scrittore di terza classe che si crede chissà chi", penserete voi.
E io per dispetto vi aggiungerò un'intera e completa riga di vocaboli altisonanti e aulici esclusivamente con una pomposa e doppia aggettivazione per ogni singolo e unico vocabolo. Perché d'altronde siete voi che avete scelto di leggere questo testo, io ho solo la responsabilità di averlo scritto. Bene, stabilita questa relazione un po' scricchiolante e permeata da un certo velato disprezzo tra me scrittore, e voi lettori, direi che possiamo cominciare. Io non sono uno che dà al pubblico quello che vuole, ve lo dico subito chiaro e tondo. La mia opera è mia (sì, lo so, è una tautologia), e sono io a scegliere chi vive e chi muore, cosa viene distrutto e cosa sopravvive, se è tutto un sogno o se è la pura verità, se voglio raccontare di fatti realistici o della prima cosa che mi passa per la testa, pura astrazione filosofica della mia coscienza delirante.
Detto questo, inizio a scrocchiarmi le nocche.

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