Innanzitutto vorrei dirvi che questa, come molte altre, se non la totalità, delle storie che ho scritto, è nata inizialmente come fantasia scaturita da una canzone. Quella di questo brano è, sorpresa sorpresa, paradise lost dei Symphony X.Inoltre voreri avvisarvi che quella che state per leggere è, credo, la prima vera "storia" che io abbia mai scritto con intenzione. Quelle precedenti erano solo testi, più che altro temi o compiti a casa. Questa... Diciamo pure che è la mia nascita, la mia morte, la mia condanna.
Ci sono stati giorni in cui ho maledetto quell'istante in cui ho deciso di scrivere le poche righe che seguono, giorni in cui scrivere mi sembrava un dolore più che un piacere.
So... yeah, enjoy.
***
L’ultima
cosa che vedo è il sole. Quel sole che ha brillato sulle nostre teste, sulle
nostre vite.
Su di noi.
Noi, angeli
del paradiso, condannati ad una vita di amore reciproco con tutti… ma con te è
stato diverso.
Sin da
quando ti ho vista la prima volta, ho capito che non eri un angelo: eri di più.
Talmente bella da farmi cambiare idea sul concetto di amore, da farmi pensare a
trasgredire a leggi millenarie, che esistono dalla notte dei tempi.
Idee
blasfeme, punite con la morte.
Perché anche
gli angeli possono morire, gioire, soffrire. Ma senza di te, io soffrivo come
non mai, come mai nella mia vita abbia mai fatto.
E quel
giorno fatale, quel giorno in cui decisi di trasgredire tutte le regole… lo
ricordo con felicità. Quella mattina grigia, fredda, in cui te eri già sveglia
e già viva, sulla strada fuori dalla città. Avevo pianificato tutto: la tua
caduta, il mio intervento, il mio aiuto…
Il tuo
sorriso.
No, questo
non l’avevo calcolato: quel tuo sorriso così spontaneo, genuino, bello, che mai
ti avevo visto rivolgere a qualcuno. Tu mi hai preso la mano che ti avevo
porto con quel sorriso, quel maledetto sorriso… tutti i miei piani sono andati
a monte, ho seguito l’istinto:
ti ho
baciata.
Un bacio
così passionale, così improvviso, ma non per te. Tu lo hai ricambiato,
rendendoti complice di un reato peggiore del tradimento: l’amore unico, per
giunta tra donne. Quando ho capito la gravità di quel gesto, era troppo tardi,
anche per tornare indietro. Così abbiamo continuato a vederci. Mi piaceva, ti
piaceva, CI piaceva l’idea di stare insieme, senza impegni, sempre con il
timore di essere scoperte. I primi tempi eravamo inesperte, timide, ancora un
po’ diffidenti l’una dell’altra, ma con il passare dei giorni all’innocenza è
subentrata la passione
La nostra
rovina.
Quel giorno
eravamo semplicemente assieme sotto a quell’albero, il nostro albero, l’unico
testimone dell’inizio della nostra storia, a godere della presenza dell’altra
con qualche sporadico bacio innocente… forse uno di troppo. Eravamo troppo
prese da noi stesse per preoccuparci di coloro che stavano guardando proprio
nella nostra direzione. Quando lo raccontarono al tribunale, sapevamo entrambe
che era finita.
Il nostro
sogno si era concluso così.
Ma io non
avrei mai sopportato di vederti morire… così mi sono fatta avanti per
proteggerti, nonostante sapessi che tu non avresti voluto. Ho confessato tutto,
ho mentito, ho pregato, ho pianto per salvarti.
Ed alla fine
ce l’ho fatta.
Sei stata
graziata, sei stata messa al bando e fatta ritornare sulla Terra, ma almeno sei
viva. Io invece sto pagando la tua, la NOSTRA, libertà. Mentre mi avvicino alla
scure, non una lacrima riga il mio viso, se non appena prima dell’attimo
fatale: non per tristezza, ma per te che hai dovuto pagare così tanto per la
mia decisione.
L’ultima
cosa che vedo è il sole.
So che tu ci sei. E sempre ci sarai.
Chiudo gli
occhi, la lacrima mi cade.
Moar!
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